Avventurarsi nell’argomento dell’allattamento a richiesta non è molto facile poiché si va incontro ad una infinita varietà di opinioni, di possibilità, di estremismi in cui alle volte è difficile per una mamma venirne a capo.

Di una cosa però tutti siamo d’accordo, l’allattamento al seno per un bimbo è molto, molto importante.

Per questo motivo va sostenuto, aiutato, supportato.

Vantaggi e svantaggi dell’allattamento a richiesta

Oltre ad una valenza psicologica, al contatto, alla sicurezza, alla serenità che un neonato acquisisce dalla mamma, e qui potrei scrivere per ore ed ore senza mai esaurire l’argomento, ci sono anche altri aspetti su cui vorrei soffermarmi ora.

Sempre più spesso le richieste di aiuto che mi arrivano dalle mamme sono inerenti l’argomento dell’allattamento a richiesta.

Mamme che dopo un mese o due di allattamento a richiesta si sentono agli arresti domiciliari perché il piccolo è sempre al seno.

Il bimbo si addormenta al seno e come si prova a metterlo nella sua culla sono pianti e strilli.

Durante il giorno fa dei piccoli pisolini solo in braccio, e sopratutto, non appena lo si mette al seno, dopo pochi istanti, si addormenta.

Tornando a piangere subito se lo si prova a mettere sdraiato.

Allora cosa c’è che non va?

Una neo-mamma ieri mi diceva: “Ho cercato di offrirle il seno ad ogni sua richiesta, per mangiare, per addormentarsi, per dissetarsi, ma ora passiamo il giorno sul divano con la tetta a portata di bocca e la notte nel mio letto perché altrimenti non dormiamo nessuno dei tre. La piccola ora ha un mese e ci ha messo ko, cosa abbiamo sbagliato?”

Sicuramente le indicazioni iniziali di mettere il piccolo al seno ogni volta che piange, ogni volta che lo richiede è giusto.

Poiché il neonato sa esprimere le sue manifestazioni di disagio attraverso il pianto, per cui è importante.

Ma non è detto che ogni volta che piange abbia bisogno di mangiare, potrebbero essere altre le motivazioni che lo portano a piangere.

Potrebbe aver bisogno di fare un’altro ruttino, anche dopo un’ora dalla poppata.

Oppure potrebbe aver bisogno di dormire ed è così stanco da non riuscire, quante volte capita anche a noi?

O ancora avere problemi al pancino, con dell’aria che non riesce ad espellere.

Allattamento a richiesta: accortezze.

Insomma allattamento al seno si, a richiesta anche, ma cerchiamo anche di comprendere se veramente il piccolo ha bisogno di mangiare.

Altrimenti il rischio è quello di sovraccaricarlo dando origine a rigurgiti e vomiti che non hanno in se nulla di positivo.

Molte volte è solo un forte bisogno di contatto, rassicuriamolo, ma torniamo a metterlo nella sua culla dopo averlo abbracciato e coccolato, solo così sarà più disposto ad addormentarsi.

Inoltre, quando l’allattamento è ben avviato facciamo trascorrere almeno due ore tra una poppata e l’altra, accorciare i tempi non va sempre bene.

C’è un tempo per mangiare, uno per digerire ed un neonato non può stare sempre al seno altrimenti la mamma diviene il sostituto del ciuccio e questo non va bene per la sua autonomia e per l’indipendenza della mamma.

Inoltre assicuriamoci che il piccolo sia attaccato al seno nella maniera corretta e prenda la quantità sufficiente per le sue esigenze, solo attraverso queste accortezze potremo davvero sentirlo appagato.

Per concludere: allattamento al seno bello, sano, importante, ma non trasformiamo in una sorta di cappio al collo dove poi la mamma si sente stritolata.

Quando si diventa mamma, non si smette di essere donna, compagna di vita, impiegata o top manager, amica e tanto altro ancora.

Pensiamoci dunque.

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