Il pianto del neonato – La crisi dell’imbrunire

Un momento di difficoltà che quasi ogni mamma si trova ad affrontare è quello del pianto del neonato verso sera, che io ormai chiamo da anni la crisi dell’imbrunire.

Un pianto inconsolabile, un neonato che vorrebbe stare tutto il tempo attaccato al seno a succhiare ed a fare pisolini e che come lo si mette in culla riprende a piangere disperatamente e avviene, guarda caso, proprio quando la mamma avverte una grande stanchezza del giorno, che avverte un seno morbido e le dà la sensazione di non riuscire a soddisfare l’esigenza del suo piccolo.

Cosa fare allora?

Per prima cosa vorrei rassicurare le mamme che non è colpa loro, che loro sono le migliori mamme per i loro bimbi e non è sempre colpa della poppata insufficiente.
Il pianto inconsolabile può essere causato proprio da uno scarico di tensioni accumulato ed allora non va ostacolato, ma semplicemente accolto, rassicurando il neonato che passerà e voi siete lì per lui.
Molte altre volte tutto ciò può accadere perché il piccolo è molto carico, sovreccitato da troppi stimoli ed allora non riesce ad abbandonarsi al sonno.

Cosa fare allora:

Prenderlo tra le braccia e rassicurarlo, sussurrargli che c’è la può fare, che è un bravo bimbo e voi siete lì per lui.
Metterlo nella sua culla avvolto nel lenzuolino affinché si senta protetto, mettergli accanto il suo dudu se ne ha uno o il ciuccio se è abituato a prenderlo e poggiare le mani su di lui per fargli percepire la vostra presenza e cantare una piccola canzoncina, una nenia.

Una cosa importante può essere quella di fare un bagno leggermente più caldo del solito per distendere il piccolo /a .

Inoltre se il bimbo dorme in un lettino o in una culla grande fare in modo che possa toccare con la testa al bordo, mettendo un asciugamano arrotolato, in modo che non si senta perso nel vuoto quando agita le braccia.

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