Il rientro a casa con il proprio bimbo, o bimbi, è sempre un momento molto atteso, molto preparato, sognato, ed anche molto temuto, diciamolo pure.

Quante volte, rifacendo il punto della valigia dedicata all’ospedale, o alla clinica che si e’ scelta, e ci sono i sacchetti con i cambi completi per i giorni di degenza, e poi la mamma tende a specificare: “questo invece è il cambio per quando torneremo a casa”.

Inoltre c’è la navicella della carrozzina già pronta nel cellophane, o da ritirare nel momento in cui il piccolo è nato, anche quella pronta con lenzuolino ricamato, lavato e stirato a puntino per l’occasione, a volte addirittura i dudu’ già acquistati per far compagnia e rassicurare i bimbi.

Il rientro a casa: un momento importante, un momento unico direi, poiché mamma e papà sanno che lasciare la clinica vuol dire che tutto va bene, che il piccolo non ha problemi, che tutto si sta svolgendo nel migliore dei modi.

Insomma è venuto il momento di prendersi cura del bimbo o dei bimbi, in caso di gemelli, in totale autonomia, è il momento definitivo per il lasciapassare da coppia a famiglia.

Quanti pensano in questi termini? quanti sanno cosa ci sarà da ora in poi? Quanti sanno cosa succederà al rientro a casa?

Recentemente, una mamma in attesa del suo secondo bimbo mi diceva: “della prima bimba eravamo completamente incoscienti di cosa ci avrebbe aspettato, eravamo ignari, avevamo fatto il corso di preparazione alla nascita, ma era davvero limitato al momento della sua venuta al mondo, e una volta a casa eravamo sperduti, travolti come da un’onda che non sapevamo cavalcare ma che ci ha risucchiati, ed abbiamo impiegato giorni per riemergere.

Le cose poi sono andate, ma quanta fatica, e che rischi abbiamo corso, e ora ci rendiamo conto che ne ha corsi anche la nostra piccola.

Ora aspettiamo un altro bimbo e, se su alcune cose ci sentiamo più esperti, abbiamo una responsabilità maggiore, poiché noi abbiamo scelto di regalarci un bambino, ma lei, nostra figlia, non lo ha scelto e non ce lo ha mai chiesto, per cui non possiamo correre rischi, dobbiamo prepararla e fare altrettanto noi.”

Questa affermazione mi sembra molto importante, poiché molte volte sono proprio i bimbi a chiedere un fratellino o una sorellina alla mamma e al papà, altre invece non ci pensano proprio e ci vuole tutto l’amore e tutta la dolcezza per far entrare alla fine della gravidanza questo nuovo fagottino in casa, poiché non è un gioco che se non piace si può mettere da parte, né tantomeno restituire, ed alcuni bimbi hanno la necessità di capire questo.

Le piccole gelosie, i momenti delicati  che possono presentarsi con l’arrivo di un altro bimbo, possono diventare elementi di crescita se sosteniamo il cambiamento con la giusta  serenità, e se come genitori ci mettiamo un po’ nei panni del nostro bambino più grande, che deve fare spazio per il nuovo venuto, la’ dove lo spazio, e non solo quello fisico, era solo per lui.

Rientro a casa: domande e risposte

Vorrei ora, attraverso delle domande ricorrenti che mi pongono i genitori, dare il mio aiuto a supporto:

D – Posso mettere il neonato con il bimbo di 5 / 6 anni nella stessa camera da subito?

R – Quando la stanza dei giochi del bimbo maggiore corrisponde anche alla stanza da letto del neonato non è del tutto consigliabile, poiché quando il piccolo avrà bisogno di dormire, il che accade molto spesso all’ inizio,l’ altro magari ha un amichetto, o vorrebbe giocare nella stanza con le costruzioni, in un primo tempo per cui non invaderei la sua stanza con il nuovo nato

D -Vorremmo mettere il bimbo grande che attualmente dorme nella nostra stanza, nella sua cameretta in previsione del fatto che tra poco ci sarà il neonato, come possiamo fare?

R – Preparate con cura la stanza del bimbo grande, fate in modo che anche lui partecipi, sottolineate il fatto che ora lui avrà un letto grande anziché un lettino, mettete un bel tappeto e stabilite con lui dove vuole che vengano messi i libri o le mensole per i suoi giochi, non date nulla per scontato e coinvolgetelo anche su quale disegno vuole che incorniciate ed appendete alla parete.

Rendetelo partecipe del cambiamento. Nel frattempo togliete dalla vostra stanza il lettino destinato al piccolo, rimontandolo solo quando ci sarà il fratellino o sorellina.

D – Ma se i primi tempi il neonato lo tengo a dormire nella navicella? pur avendo già il lettino nella sua camera?

R  – Questa è una domanda che mi fanno tante mamme anche per il primo bimbo. La mia risposta è molto semplice: il bimbo fin dai primi giorni deve crearsi dei punti di riferimento, deve potersi addormentare con gli stessi rituali nello stesso posto che lui ben presto riconoscerà, al contrario di quanto si pensi. Se noi lo facciamo addormentare una volta in cucina un’altra in soggiorno, un’altra in camera da letto lui non potrà  crearsi dei punti di riferimento che gli daranno sicurezza e che faranno riconoscere il momento della nanna, e purtroppo con la carrozzina questo accade di frequente.

Dobbiamo avere ben chiara una cosa: oggi costruiamo il nostro domani, ogni nostro gesto, ogni nostra azione, darà domani una risposta diversa, iniziando proprio dai gesti più semplici possiamo creare una differenza.

Una casa, un palazzo, un grattacelo hanno tutti un denominatore comune, un mattoncino iniziale, ma a seconda di come lo poniamo diverrà una cosa o un’altra.

Tanto vale allora porlo nella posizione migliore, con tutta l’attenzione possibile oltre che con tutto l’amore.

Troppe volte pensiamo che ai nostri bimbi dobbiamo insegnargli questo o quello, che non si fa questo o si fa quello, senza accorgerci però che i nostri gesti, i nostro modo di fare, le nostre azioni sono il primo insegnamento per loro più forte e più incisivo di qualsiasi parola.

Qualsiasi nostro atteggiamento o comportamento è un esempio da cui potremo domani avere dei risultati.

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