Tre elementi fondamentali nella vita di un neonato

da | 4 Dic 2022 | Allattamento, Cacca del neonato, Consigli per future mamme, Dopo il parto, neonato, Pianto del neonato, Sonno del neonato

Non mi stancherò mai di fare questa affermazione, nella vita di un neonato ci sono tre elementi fondamentali che determinano una serena vita o il caos, con conseguente stravolgimento della intera nuova famiglia.

La prima cosa è Mangiare o meglio, poppare bene, ed in modo adeguato alle esigenze del bimbo, che sono individuali.

La seconda è Dormire un numero di ore sufficienti per poter poi mangiare bene ed essere sereno quando è sveglio.

Ultimo, ma non per importanza, è fare Popò e Puzzette, poiché la quantità di latte che il piccolo prende giornalmente è molto considerevole, basta pensare a quanto cresce settimanalmente, di conseguenza ha bisogno di evacuare in modo adeguato, altrimenti tutti i nostri sforzi di avere un neonato sereno si infrangeranno velocemente.

Cosa significa tutto ciò?

Alimentazione corretta

Un neonato ha bisogno di alimentarsi correttamente, i liquidi della vita intrauterina verranno espulsi con il meconio e la pipì e il latte, o meglio il colostro daranno il via ad una alimentazione ed a un accrescimento extra uterino importante che lo porterà giorno dopo giorno ad ambientarsi ed ad accettare questa nuova condizione.

Ma come tutti sappiamo ormai, dalle semplici riviste ai più elaborati ed attenti libri a disposizione delle mamme, ai video che ci sono nel web, tutti concordano che l’allattamento e la vicinanza con la mamma favoriscono un buon rapporto tra mamma e bimbo, prevengono depressione post- parto ed incentivano la ripresa della mamma stessa.

Per cui dobbiamo e possiamo adoperarci al meglio perché il bimbo abbia ciò di cui ha bisogno.

Per chi non può o non vuole allattare

Ma, siccome come dico io, ogni bimbo è a sé come ogni mamma è a sé vorrei dare spazio anche a chi ha espresso la volontà di non allattare, per problemi svariati, dettati da farmaci, da impedimenti fisici, o perché semplicemente non se la sente, ed anche questo punto di vista va assolutamente rispettato e sostenuto senza giudizi.

Attenzione per cui ai giudizi frettolosi osserviamo e cerchiamo di comprendere al meglio.

Tornando ai bimbi, alcuni nascono prematuri, cioè prima delle 40 settimane di gestazione per cui con un basso peso e di conseguenza si stancano facilmente, ce ne sono altri che hanno delle difficoltà oggettive a succhiare al seno cioè hanno ad esempio un frenulo corto, o il capezzolo materno è poco emergente, scompare completamente quando il seno è pieno, o ancora ci sono problemi di palatoschisi.

Inoltre ci sono neonati che alla nascita sono molto grandi e per questo non possiamo adottare lo stesso metro per tutti, ma cercare di comprendere le varie esigenze.

Tipi di allattamento

Il neonato allattato al seno andrà al seno tutte le volte che sentirà la necessità, questo è definito allattamento a richiesta.

Quando invece uscirà dalla clinica con un allattamento al seno, ma integrato con la formula, o semplicemente solo formula, ci sarà anche una tabella a cui le mamme dovranno fare riferimento.

Ecco appunto, riferimento, teniamolo presente, poiché un bimbo che alla dimissione avrà un peso di 2,300 gr non avrà le stesse esigenze del bimbo di 3,980 gr, per cui cercheremo di avere un minimo di elasticità e ad esempio se il piccolo dovesse piangere alla fine del biberon diamo con serenità i 10 / 15 ml di latte in più e non accadrà nulla di terribile.

Torno a ripetere il neonato è un individuo fin dal primo giorno e sarà diverso anche dal suo gemello, nel caso ci fosse, e ne dobbiamo tener conto, senza per questo pensare che se non rispettiamo strettamente le tabelle di marcia siamo in errore e qualcosa di catastrofico potrà accadere.

La mamma ha bisogno di essere serena ed incoraggiata e non terrorizzata dalle tabelle e dagli accrescimenti.

L’istinto della mamma

La mamma può seguire il suo istinto poiché difficilmente potrà sbagliare, ciò è importante da dire, poiché molte neo mamme si sentono inadeguate e delegano tutto annullando le proprie osservazioni a favore di quelle del pediatra.

Un pediatra è colui che prima di visitare il bimbo ha bisogno di osservare la mamma ed il neonato e di fare lui stesso domande per comprendere meglio chi ha davanti e poter dare poi dei consigli adeguati per quel bimbo e quella mamma.

Non abbiate fretta che lui visiti il neonato ma fornite più elementi possibili sulla gravidanza sul parto sui primi giorni che siete tornate a casa, sulle vostre sensazioni, per potergli fornire elementi di comprensione e di risposte alle vostre domande.

Se non vi ascolta, il mio invito è cambiate pediatra.

Il sonno per i neonati

Ora vorrei parlare un po’ del sonno dei neonati.

Questo aspetto è molto sentito dalle mamme, poiché in gravidanza tutte le amiche, le sorelle, molto spesso anche le vicine di casa si spendono in racconti terrificanti di bimbi che dormono pochissimo, di notti in bianco per giorni, mesi, anni o al contrario di bimbi che dormono sempre e che non hanno mai avuto difficoltà da questo punto di vista.

Le mamme per cui partono influenzate e già con delle idee non corrette.

Io parto come al solito da lontano. Il sonno è una esigenza imprescindibile, fondamentale e naturalmente indispensabile, non ci sono bimbi, ma neppure adulti che possono farne a meno.

Quando siamo davanti ad un bimbo che tra una poppata e l’altra non dorme c’è un problema e non andiamo a pescarlo chissà dove o a farci strani pensieri, la stanchezza, o meglio l’eccesso di stanchezza è la causa principale di bimbi che non riescono a dormire ed allora?

Io ho sperimentato che un neonato ed un lattante dopo un’ora e mezza da quando si sveglia ha bisogno di tornare a dormire, oltre questo tempo non riesce ad andare e alla stanchezza farà seguito la perdita di lucidità che darà luogo alla crisi di pianto ed alla difficoltà ad addormentarsi, sfociando in un momento senza pace da cui poi tutto a cascata va peggiorando, in modo particolare alla sera.

Ora vorrei far riflettere su di un punto, proviamo a pensare quante informazioni il piccolo deve mettere dentro di lui che lo porteranno dall’essere completamente dipendente in qualità di neonato alla prima candelina della sua vita in cui molte volte cammina da solo, o comunque ci starà vicino, dice delle paroline e comunque esprime i suoi desideri, le sue contrarietà, questo lo sappiamo bene.

Tutto ciò ha bisogno di impegno fisico e mentale di una elaborazione veramente importante e continua, di conseguenza il neonato e subito dopo il lattante si stanca molto ed ha bisogno di riposare per elaborare tutto ciò che ha appreso. Per noi un ora e mezza ed a volte anche meno è nulla, a volte non ci accorgiamo quasi che sia trascorsa ma per un neonato è tantissimo.

Quante volte mi dicono ho un bimbo di tre mesi, che sorride gioca è allegro ma un attimo dopo il suo pianto è sorprendente, destabilizzante e non c’è alcun rimedio o posizione che tenga, continua a piangere per ore.

Si è vero, verissimo, ma non è una colica, o la fame, o una digestione lenta, dietro tutto questo c’è solo stanchezza e bisogno di riposare, non ci sono problemi fisici, ma dei tempi da rivedere e rispettare.

Il bimbo dopo un’ora e mezza o anche meno da che si è svegliato ha bisogno di tornare nella sua culla, non dobbiamo aspettare che lui ci dia un cenno del bisogno di dormire, poiché è già tardi, lui ha bisogno di ritrovare la sua culla, il suo spazio, il rituale della nanna sempre quello, per potersi abbandonare al sonno altrimenti perde la testa.

Il rischio finale è che se il bimbo prende il latte materno la mamma gli offre il seno poiché è a volte l’unica soluzione per farlo addormentare ma poiché non era quella necessità, allora sfalsa l’orario della poppata, andando a creare confusione, oppure non mangia perché non ha dormito, o non dorme perché non ha mangiato abbastanza.

Insomma le ripercussioni sono evidenti ed impegnative e non se ne viene a capo.

Basterebbe invece concentrarsi sul sonno con la stessa intensità con cui ci si applica per farlo mangiare bene per essere tutti più distesi e sereni.

La cacca: ultima, non per importanza, grande necessità di un neonato

Tornando al terzo aspetto delle necessità imprescindibili di un neonato quella di fare giornalmente una adeguata evacuazione.

Ognuno di noi conosce il disagio della stitichezza o di disturbi intestinali, ogni adulto sa cosa significa non andare di corpo ogni giorno pur facendo una abbondante alimentazione, perché invece io mi chiedo un bimbo mangiando davvero molto ogni giorno può secondo alcune persone fare popò anche ogni due tre o quattro giorni? Io trovo questo aspetto sconcertante.

I bimbi alimentati con latte materno fanno scariche anche ad ogni poppata il primo periodo, altri piccoli invece, specie se prendono latte in formula possono soffrire un po’ di stitichezza ed avere qualche difficoltà ed è importante aiutarli.

Cosa significa aiutarli?

Il primo passo è fare un massaggio sul pancino del piccolo intorno al ombelico in senso orario, inoltre avendo il bimbo sul fasciatoio fare con le gambine la bicicletta, o ancora premere le gambine sul pancino prima una alla volta e dopo entrambe le gambe, questi esercizi aiutano anche a liberarsi dell’aria.

Se poi tutto ciò non dovesse bastare poiché il piccolino è già in difficoltà si può tentare la strada del termometro, sterilizzandolo e mettendo della crema o del olio in modo da stimolare i muscoli sfinterici e far premere il bimbo da dove percepisce lo stimolo, questa pratica, non costituisce dolore ed è a tutti gli effetti una ginnastica sfinterica importante per il neonato.

La terza possibilità se siamo al secondo giorno senza risultati è di fare una microclisma di Melilax, un prodotto a base di camomilla e miele che lo aiuterà a svuotare completamente l intestino e darà grande sollievo al neonato.

La richiesta che segue quasi sempre questo mio suggerimento è, ma il bimbo così facendo non si abitua alla peretta? Tutto questo non gli fa male? La mia risposta è no, assolutamente, poiché all’inizio l’intestino dei bimbi può non essere del tutto efficace, ma non appena questo aspetto sarà raggiunto tutto ciò non servirà più ed il bimbo evacuerà serenamente da solo. Non c’è dolore in questa manovra e può dare un grande sollievo.

Comunque sia si tratta di un periodo limitato nel tempo ma che può fare la differenza per la serenità del vostro bimbo e per la pace delle orecchie e del vostro animo.

 

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